La storia

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La storia

Ditta Giovanni Rivara Genova - teleria e tessuti dal 1802

Biancheria, tessuti, mezzeri genovesi

Da più di duecento anni, con la stessa cura

 

Da Giovanni Rivara, libro dedicato ai duecento anni dell'attività

La prefazione di Luigi Rivara

 

In due secoli di vita la ditta Rivara è sempre stata fedele alle proprie tradizioni cercando soprattutto di mantenere saldo un rapporto di fiducia e di consuetudine con  la clientela, o meglio, con la città.
Credo infatti di non esagerare affermando che quasi tutte le vecchie famiglie genovesi abbiano effettuato da noi gli acquisti tessili per la casa: lenzuola o tela di lino da ricamare poi in proprio. Non manca giorno in cui le persone che frequentano il negozio mi dicono: venivo qui con mia mamma o mia nonna mi facevano sedere su questo banco (rigorosamente sempre lo stesso, di noce, ottocentesco).
La cosa che più mi piace è che da noi sono passati -e passano- nobili, borghesi, ricchi, poveri,gente comune e personaggi importanti, e tutti sono trattati con la stessa considerazione, secondo lo stile della casa. Oltre al fascino antico che connota l'atmosfera del negozio, penso che sia questo il segreto di tanta longevità: mettere a proprio agio il cliente, servirlo con serietà e competenza.

Dopo la scomparsa di mio padre, avvenuta il 28 ottobre 1986 (si sentì male proprio in negozio) diventai titolare della ditta e da allora, con la collaborazione di Attilio Carnevale, vera "colonna portante", sto cercando di condurre l'azienda con criterio, senza grandi cambiamenti, certamente cercando di migliorare, ma nel rigoroso rispetto della tradizione, che credo sia oggi un bene insostituibile.

Questo libro, da me fortemente voluto, e suggeritomi dall'amico Luigi Maria Gais, vuole essere un ringraziamento a tutti i miei avi, a tutto quello che mi hanno insegnato, a tutto quello che mi hanno lasciato. Sento tuttavia il dovere di dedicare un breve ricordo personale a mia nonna Luisa Rivara Galliano, alla quale si deve principalmente la cura nella conservazione di documenti e materiali della famiglia e della ditta grazie ai quali è stato possibile ricostruire i fatti narrati in questa storia.

Quando ho compiuto diciotto anni, la nonna Isa mi ha chiamato in salotto e, seduta nella sua poltrona, mi ha fatto accomodare vicino a lei consegnandomi l'anello di mio nonno Luigi, il suo orologio da tasca ed alcuni suoi effetti personali. Con questo gesto mi ha investito di un'eredità spirituale - mi chiamo come lui - instillandomi silenziosamente il desiderio di proseguire la famiglia.
La nonna aveva visto bene: da quel giorno mi sono sentito un Rivara e pur commettendo tanti errori e mancanze (a vent'anni per fortuna, non si ha ancorta la testa sul collo), ho sempre cercato di assecondare il senso di ciò che aveva voluto farmi capire.

Mi infonde molta nostalgia il fatto che i tanti insegnamenti che reputo fondamentali per una vita onesta, affidati soprattutto ai valori della continuità e della tradizione appresi in tanti anni di vita insieme, lei non possa trasmetterli anche ai miei figli.

Comunque spesso io racconto a Giovanni ed Eugenia di lei. Amava la disciplina, ed il galateo: mi ricordo ancora quando da bambino andavo a pranzo giù da lei, i suoi precetti su come ci si comporta a tavola: seduti dritti, forchetta alla bocca e non bocca alla forchetta, guai ad appoggiare i gomiti sul tavolo, e così via.
Amava noi bambini: ci faceva giocare in giardino, ma sempre cercando di insegnarci qualcosa; ci preparava poi la merenda: il canonico tè delle cinque nelle tazze rosse con le gallette, di cui non posso dimenticare il particolare profumo.
La ricordo ancora, con una grossa lente d'ingrandimento (a centoquattro anni non ci vedeva quasi più) leggere gli editoriali dell'amato Montanelli. Conosceva bene il francese ed amava tutto ciò che era giusto, nobile e pulito.

La festa che ha celebrato per il compimento dei suoi cento anni, documentata da tante fotografie, è stata la sua apoteosi: contornata da figli e nipoti, da parenti ed amici, sempre ritta e regale nel portamento, con un savoir-fare e un controllo di sé ancora eccezionali per l'età.

Luigi Rivara